Arousal, drive, motivazione

Arousal, drive, motivazione

Breve Riepilogo

Questo webinar esplora i concetti di emozioni, motivazioni e drive nel contesto del comportamento canino, con un focus particolare sul termine "drive" e sulla confusione che spesso lo circonda. Vengono presentate diverse teorie psicologiche ed etologiche, da Freud a Panksepp, per analizzare come questi concetti influenzano l'addestramento e la comprensione del comportamento animale.

  • Freud ha introdotto il concetto di drive come pulsione inconscia, divisa tra Eros (vita) e Thanatos (morte).
  • Lorenz ha proposto la teoria del serbatoio idraulico, in cui i drive crescono internamente e vengono rilasciati da stimoli esterni.
  • Panksepp, con le sue neuroscienze affettive, ha messo in discussione l'esistenza stessa dei drive, proponendo invece un sistema di affetti ed emozioni interconnessi.

Introduzione e Regole del Webinar [0:01]

Viene spiegato che il webinar sarà registrato e reso disponibile ai partecipanti tramite il link ricevuto via email, con una disponibilità garantita di almeno due settimane. Si invitano i partecipanti a scrivere le domande nella chat, con risposte immediate per quelle urgenti e una sessione dedicata alla fine per le altre. Viene anche menzionato un gruppo online dove è possibile interagire e porre domande anche dopo il webinar. L'argomento principale sarà l'analisi delle emozioni, delle motivazioni e dei "drive", con particolare attenzione a quest'ultimo termine, spesso abusato e frainteso.

Presentazione del Relatore e Introduzione agli Argomenti [2:08]

Il relatore si presenta, sottolineando la sua esperienza nello studio del comportamento umano e animale attraverso diverse discipline come la psicologia, l'analisi comportamentale, la criminologia e l'etologia. Descrive il suo lavoro pratico con i cani, focalizzato principalmente sulle attività olfattive e sulla formazione di formatori cinofili. Spiega di aver ridotto al minimo le attività di educazione e rieducazione, preferendo dedicarsi alla formazione di unità cinofile per il monitoraggio faunistico ambientale. Introduce la piattaforma di e-learning dedicata al remote training, nata prima della pandemia.

Definizione di Concetti Chiave e Obiettivi del Webinar [4:56]

Viene evidenziata la difficoltà di definire in modo univoco concetti come emozioni, motivazioni e drive nell'addestramento cinofilo. Si sottolinea come spesso si dia per scontato che tutti comprendano questi termini, anche se in realtà c'è molta confusione. L'obiettivo del webinar non è fornire tutte le risposte, ma offrire spunti e riferimenti per approfondire autonomamente questi argomenti, anche attraverso il gruppo di discussione. Il relatore intende presentare una breve storia del concetto di drive, motivazione e arousal, evitando di esprimere opinioni personali e basandosi su ricerche bibliografiche e studi scientifici validati.

La Teoria dei Drive di Freud [7:52]

Si inizia la storia del concetto di drive con Sigmund Freud, considerato il padre di questa idea. Nel 1905, Freud pubblicò tre saggi sulla sessualità, dove menzionò per la prima volta il concetto di drive, che lui definì come un'esigenza fisica che va oltre la psiche. Inizialmente, Freud identificò due drive primari: Eros (pulsione di vita) e Thanatos (pulsione di morte o istinto distruttivo). Questi due drive sono spesso in conflitto tra loro. Freud descrisse anche drive secondari che facilitano la realizzazione dei drive primari. Non tutti i colleghi di Freud erano d'accordo con le sue teorie, e alcuni, come Alice Miller e Erich Fromm, presero le distanze. Una delle principali obiezioni era che l'applicazione di queste teorie alle vittime di violenza sessuale poteva invertire il ruolo di vittima e carnefice, un fenomeno che si verifica ancora oggi.

La Teoria Etologica dei Drive di Lorenz e le Critiche di Berridge [12:41]

Si passa alla teoria etologica dei drive formulata da Konrad Lorenz. Uno studio del 2004 del neuroscienziato Berridge riassume la storia degli sviluppi delle neuroscienze in campo motivazionale, spiegando perché la teoria dei drive è oggi considerata obsoleta. Lorenz propose la teoria del serbatoio idraulico, in cui un drive cresce naturalmente all'interno di un organismo e funziona come una valvola di sfogo. Gli stimoli motivazionali esterni agiscono per aprire questa valvola e rilasciare i drive nel comportamento, con l'obiettivo di mantenere uno stato di equilibrio interno. Berridge evidenziò i problemi di questa teoria, ad esempio, il fatto che si può iniziare a mangiare noccioline a una festa senza avere fame, il che suggerisce che ci sono altri fattori in gioco. Lorenz stesso aveva dubbi e utilizzava sia il concetto di drive che di istinto, ma non riusciva a descrivere accuratamente i meccanismi coinvolti. Il limite principale della teoria di Lorenz è che non era riproducibile, un problema enorme per la scienza.

Le Teorie di Hull e i Limiti dei Rinforzi Secondari [20:02]

Un altro studioso della teoria dei drive è Hull, che sosteneva che il rinforzo del comportamento durante l'apprendimento coincide con la riduzione di uno stato pulsionale fisiologico (teoria della riduzione dei drive). Ad esempio, mangiamo perché abbiamo fame e questo riduce il drive della fame, rendendo l'atto di mangiare gratificante. Il limite principale della teoria di Hull è che non tiene conto dei rinforzi secondari e del perché riducono i drive. Il denaro, ad esempio, permette di acquistare rinforzi primari, ma di per sé non riduce i drive, pur essendo una potente forza di rinforzo. Allo stesso modo, le persone bevono un drink pur non avendo sete, e il drink continua a essere rinforzante anche se non è finalizzato alla riduzione di una pulsione. La teoria di Hull non spiega perché le persone fanno cose per le quali non c'è una necessità biologica, come il gatto che uccide animali senza bisogno di mangiarli.

Critiche al Concetto di Drive e Fallacia Nominale [22:21]

Viene criticata l'intercambiabilità tra i concetti di drive, istinto, riflesso e bisogno. Si afferma che parlare di drive è più moderno che parlare di istinto, ma questo cambiamento è discutibile. Il concetto di drive rappresenta l'ennesimo tentativo di stabilire schemi comportamentali di base costanti in tutti gli individui di una specie, ma che in realtà sono difficili da catalogare. Ad esempio, un cane può mostrare un forte drive predatorio quando gli viene lanciata una palla, ma lo stesso cane può non reagire alla stessa palla il giorno successivo. Questo solleva dubbi sulla validità del concetto di drive come modulo comportamentale di base. Inoltre, i termini "hunting drive" e "prey drive" contengono parti di una sequenza di azione che vengono fissate a livello genetico nei predatori, ma è possibile enfatizzare o denigrare certi passi di questa sequenza con l'allenamento.

Le Neuroscienze Affettive di Panksepp e la Messa in Discussione dei Drive [31:43]

Viene presentato lo studio di Jaak Panksepp, uno dei più recenti e lungimiranti nelle neuroscienze moderne. Panksepp ha scritto due libri, "Affective Neuroscience" e "Archeologia della Mente", quest'ultimo consigliato come lettura illuminante sui concetti di emozioni, motivazioni e arousal. Panksepp rivede le sue teorie iniziali sui drive, mettendo in dubbio la loro esistenza nel suo secondo libro. Egli afferma che un mammifero può sperimentare due diversi affetti contemporaneamente, anche in competizione tra loro. Ad esempio, un soggetto può sperimentare contemporaneamente l'attivazione del sistema "seeking" (ricerca del desiderio) e la paura, o avere le cure parentali attivate insieme allo stato di "seeking". Questo è in conflitto con le prime teorie dei drive, che prevedevano che un animale con un determinato drive attivato avrebbe finalizzato tutta la sua attività alla riduzione di quello stato di bisogno.

I Sistemi Emotivi di Panksepp e le Implicazioni per l'Addestramento [34:52]

Panksepp, a differenza degli studiosi precedenti, utilizza tecniche di neuroimmagine per verificare cosa succede nel cervello. Ha dimostrato che a livello cerebrale si possono attivare aree completamente diverse, quindi l'animale può trovarsi in uno stato di ricerca (desiderio) e allo stesso tempo essere spaventato, arrabbiato o provare cure parentali. Nel 2012, Panksepp è riuscito a mappare a livello cerebrale le aree deputate all'attivazione di questi affetti. Afferma che il sistema della ricerca, della paura e della cura possono attivarsi anche in contemporanea e, se necessario, prendere il sopravvento. Le teorie di Panksepp sono considerate le più accreditate ad oggi.

L'Uso del Termine "Drive" negli Articoli Scientifici Recenti [38:14]

Anche negli articoli scientifici più recenti, il termine "drive" è utilizzato frequentemente, soprattutto per descrivere le caratteristiche della razza e l'efficacia di un soggetto in un lavoro specifico. Il drive viene definito come una caratteristica motivazionale inerente un cane, qualcosa che non può essere addestrato ma che è necessario per il cane da lavoro. Per il cane da lavoro vengono considerati fondamentali tre tipologie di drive: il drive di caccia (hunting drive), il drive predatorio (prey drive) e il drive di gioco (play drive). Tuttavia, niente di tutto questo è stato realmente ricercato e documentato in maniera specifica. Si tratta di riassunti delle principali teorie motivazionali, basati sugli studi di Panksepp. È interessante notare che, se si legge la bibliografia di uno studio scientifico che parla di drive, non c'è alcun riferimento ad alcuna teoria che spieghi realmente cosa sia il concetto di drive.

Drive vs. Istinti, Motivazione e Arousal [46:31]

Si analizzano le differenze tra drive e istinti. Tinbergen descrive gli impulsi motivazionali come qualcosa che si accumula in centri nervosi tenuti sotto controllo da un blocco, simile alla teoria di Lorenz. Questo blocco può essere rimosso da un meccanismo innato di rilascio che risponde agli stimoli esterni. In questa fase, drive e istinto vengono utilizzati come sinonimi. Invece, in definisce tre diverse tipologie di drive: come un senso, come una prontezza a rispondere agli stimoli attivanti e come una combinazione delle due cose. Anche in questo caso, è difficile fare una differenza chiara e precisa tra drive e istinto. Si conclude che il drive è qualcosa di estremamente istintivo, una cosa base che l'animale non può controllare e sulla quale non possiamo intervenire.

Motivazione: la Benzina del Comportamento [50:58]

La motivazione viene definita come la benzina del comportamento: senza motivazione non c'è comportamento. Il concetto di motivazione è più facile da definire e si lega al modello ABC (antecedente, comportamento, conseguenza). Tutti i soggetti sono attratti da comportamenti gratificanti ed evitano comportamenti con conseguenze spiacevoli. Il cane è in grado di determinare cosa è gratificante. Il concetto di motivazione è fluttuante: se non abbiamo fame, non siamo attratti dall'odore dei dolci. A differenza del drive, che è su base genetica e si esprime sempre nello stesso modo, la motivazione è legata a uno stato conscio dell'animale. La motivazione può essere intrinseca (gratificante di per sé) o estrinseca (ricerca di un rinforzo esterno). L'obiettivo nell'addestramento è passare da una motivazione estrinseca a un'attività intrinsecamente motivante.

Arousal, Emozioni e Anticipazione della Ricompensa [55:56]

Il concetto di arousal si riferisce all'attivazione o eccitazione dell'animale, che varia da un continuo tra sonno profondo ed estrema eccitazione. Un basso livello di arousal porta all'apatia, mentre un livello eccessivo impedisce di lavorare con l'animale. È necessario un equilibrio. Bisogna considerare i drive, le motivazioni e l'arousal dell'animale, cercando di bilanciare le emozioni (piacevolezza/spiacevolezza) e il livello di arousal. L'animale dovrebbe trovarsi nella maggior parte del tempo in uno stato di emozioni piacevoli e arousal medio-basso. Si introduce il concetto di anticipazione della ricompensa, ancora più importante della motivazione e dell'arousal. L'animale può imparare a collegare uno stimolo specifico a esperienze gradevoli, rendendo il segnale stesso gratificante.

Conclusioni e Spunti di Riflessione [1:02:57]

La storia del concetto di drive è contorta e si intreccia attraverso diverse scienze. Il problema è che per alcuni è stato eccessivamente semplificato, mentre per altri è stato reso eccessivamente complesso. Per parlare di drive, bisogna parlare di qualcosa di presente in tutti gli esemplari di una specie o di una determinata razza. È più utile considerare caratteristiche come la motivazione, l'anticipazione e l'arousal. Bisogna sempre cercare un animale che consideri una conseguenza gratificante e che non veda l'ora di rifarlo. Non concentriamoci troppo sul termine "drive", ma andiamo a vedere quelle che sono delle cose sulle quali noi possiamo realmente intervenire.

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Date: 1/12/2026 Source: www.youtube.com
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